IL FIRR (Fondo indennità risoluzione rapporto)

Lunedì, 9 Giugno, 2014
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Il Fondo Indennità Risoluzione Rapporto, il cosiddetto FIRR, è una delle indennità previste dell’Accordo Economico Collettivo che viene riconosciuta in quasi tutti i casi di risoluzione del rapporto di agenzia. L’agente di commercio può non vedersi riconosciuto il FIRR solo se colpevole di concorrenza sleale o di appropriazione indebita di somme di spettanza della casa mandante (regola valida solo per i contratti di agenzia regolati dall’Accordo Economico Collettivo del settore industriale).E’ opportuno ricordare che il FIRR non è un diritto garantito dalla legge, ma è frutto della contrattazione collettiva e dell’inserimento della norma negli Accordi Economici Collettivi. Grazie all’azione delle parti sociali, pertanto, è stato possibile ottenere una sorta di “trattamento di fine rapporto”, per gli agenti di commercio, che in altri paesi dell’Unione Europea non è previsto.
Per avere la certezza dell’erogazione del FIRR a fine mandato, le partio hanno convenuto negli AEC di obbligare le ditte preponenti ad accantonare annualmente alla Fondazione Enasarco una somma rapportata alle provvigioni riconosciute agli agenti, secondo aliquote stabilite dagli stessi Accordi Economici Collettivi. Enasarco poi gestisce e liquida le quote FIRR al termine dei mandati
L’importo del contributo viene calcolato tenendo conto di:

o   Importo totale delle provvigioni liquidate nell’anno solare precedente alla data di versamento;
o   Tipologia del mandato (Monomandatario o Plurimandatario);
o   Numero di mesi di durata del mandato (perché sia considerato un mese basta che il mandato copra anche un solo giorno del mese stesso).

Le aliquote per il calcolo del FIRR sono attualmente le seguenti:

Monomandatari
·         4% sulle provvigioni fino a 12.400,00 €/anno
·         2% sulla quota delle provvigioni tra 12.400,01 e 18.600,00 €/anno
·         1% sulla quota delle provvigioni oltre 18.600,01 €/anno

Plurimandatari
·         4% sulle provvigioni fino a 6.200,00 €/anno
·         2% sulla quota delle provvigioni tra 6.200,01 e 9.300,00 €/anno
·         1% sulla quota delle provvigioni oltre 9.300,01 €/anno

La quota annua di FIRR, che ricordiamo essere totalmente a carico delle case mandanti, va versata entro il 31 marzo di ogni anno, in riferimento alle provvigioni di competenza dell’anno precedente. Ricordiamo inoltre che la trattenuta Enasarco inserita nelle fatture provvigionali, non ha nulla a che vedere con il FIRR; si tratta infatti di contributi previdenziali, necessari per il conseguimento della pensione di vecchiaia della Fondazione.

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