LA PAROLA “ESCLUSIVA” NEL CONTRATTO DI AGENZIA

Martedì, 2 Gennaio, 2018

Analizziamo una parola molto importante nel contratto di agenzia, ma che cambia di significato a seconda di dove e come viene inserita, con conseguenti problemi interpretativi da parte di molti colleghi e case mandanti. Questa parola viene spesso usata per chiarire due concetti importanti: l’esclusiva di zona e l’obbligo di operare per una sola casa mandante. Avere l’esclusiva significa avere diritto alle provvigioni dirette ed indirette sugli ordini raccolti ed andati a buon fine con determinati clienti, zone o settori. Le provvigioni dirette sono quelle che derivano da ordini raccolti direttamente dall’Agente, mentre le provvigioni indirette sono quelle dovute per ordini fatti direttamente dalla casa mandante. L’esclusiva di cui sopra, è sottintesa per legge. Ne consegue che, se le parti decidono di prevedere un compenso solo sugli ordini fatti direttamente dall’Agente, questa cosa deve essere espressamente riportata nel contratto. Le cose cambiano sensibilmente quando la parola “esclusiva” viene usata per distinguere l’agente monomandatario da quello Plurimandatario. Alcune aziende, infatti, utilizzano questa parola per indicare che l’Agente non può operare per nessun’altra casa mandante, anche se per prodotti diversi da quelli oggetto del contratto. In realtà basterebbe indicare nel contratto le parole “monomandatario” o “plurimadatario”. In ogni caso, per legge, il plurimandato è sottinteso; se una casa mandante vuole legare l’Agente al vincolo del monomandato, deve espressamente scriverlo nel contratto. Le parole, nel contratto di agenzia, e non solo, sono importanti e scrivere qualcosa in modo poco chiaro o interpretabile significa alzare in modo esponenziale il rischio di un futuro contenzioso legale. La soluzione è sempre e solo una: fai leggere il tuo contratto ad un esperto Fisascat Cisl. Per ulteriori informazioni contattate i nostri operatori sul territorio che trovate al link: http://www.fisascatcislagenti.it/site/dove-siamo