L’ESIBIZIONE DEI LIBRI CONTABILI

Giovedì, 23 Novembre, 2017

La materia che regola i rapporti di agenzia è complicata ed è difficile che possa essere gestita da chiunque, senza specifiche competenze. Questa è una nostra convinzione che è nata in anni di attività e che ci viene confermata dalle numerose sentenze che leggiamo ogni giorno. Nel mondo dell’agenzia basta una sentenza della Cassazione per cambiare tutto ciò che, fino a prima, ci sembrava ovvio. Uno degli argomenti più controversi al riguardo è la possibilità, per l’agente di commercio, di accedere ai libri contabili della casa mandante, per verificare il corretto pagamento delle provvigioni e/o delle indennità di fine rapporto. Per comprendere il problema, partiamo dalla legge che regola questo diritto ossia l’art. 1749 del Codice Civile: “….L'agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l'importo delle provvigioni liquidate ed in particolare un estratto dei libri contabili”. Stando al Codice Civile, sembrerebbe che il diritto ad avere un estratto dei libri contabili sia scontato e semplice. In realtà, in passato, varie sentenze hanno chiarito che per poter chiedere quanto previsto dal Codice Civile, l’agente deve essere in possesso delle prove di omissioni di provvigioni da parte della casa mandante perché, diversamente, non potrà effettuare una verifica a titolo esplorativo, basata solo su sospetti. In sostanza, quello previsto dall’art. 1749 del Codice Civile è un diritto esercitabile solamente in presenza di determinati documenti o prove forniti dall’agente di commercio. Negli ultimi anni, però, sono stati fatti degli ulteriori chiarimenti sulla questione da parte dei vari tribunali. In molti casi, infatti, l’agente di commercio non ha modo di accedere ad alcuni dati in possesso della casa mandante, indispensabili per effettuare conteggi delle indennità o delle provvigioni, pertanto, non ha modo di dimostrare la sua tesi, se non previa verifica dei libri contabili. In questi casi, da valutare volta per volta, è possibile ottenere l’esibizione delle scritture contabili. L’esempio più chiaro riguarda le vertenze per il riconoscimento dell’indennità prevista dall’art. 1751 del Codice Civile (impropriamente chiamata da molti “indennità europea”). In questi casi, infatti, per verificare il numero di nuovi clienti e del fatturato sviluppato durante un rapporto di agenzia, è indispensabile conoscere alcuni dati della zona affidata prima dell’arrivo dell’agente. Quest’ultimo non sarà mai in grado di fornire della documentazione al riguardo perché certi dati sono nelle disponibilità della sola casa mandante. E’ chiaro a tutti che qui abbiamo riportato solo principi generici, pertanto ricordiamo a tutti che ogni contratto di agenzia ha una storia a sé, e quindi ogni azione, diritto o dovere va calibrato sulla base del caso specifico. Per coloro i quali chiederanno l’esibizione dei libri contabili, inoltre, tengano conto che ci possono essere dei costi aggiuntivi per la verifica degli stessi. All’interno di una causa, infatti, la verifica di questi documenti può essere demandata ad un perito che, come tutti i professionisti, andrà pagato dalle parti. Al di fuori di una causa di lavoro, se l’agente non è in grado di leggere i dati contabili, potrebbe esserci il bisogno dell’intervento di un professionista o del proprio commercialista e, anche in questi casi, ci saranno delle spese aggiuntive. Come sempre, prima di decidere cosa fare quando avete dei problemi con una casa mandante, contattate i nostri operatori agli sportelli che trovate all’indirizzo http://www.fisascatcislagenti.it/site/dove-siamo.