IL PREAVVISO NEL RAPPORTO DI AGENZIA

Giovedì, 23 Novembre, 2017

Affrontiamo un argomento che spesso è oggetto di conflittualità tra le parti: il preavviso nel rapporto di agenzia, che è un Istituto disciplinato in modo diverso tra i contratti a tempo indeterminato e i contratti a tempo determinato, e lo sintetizziamo in questo articolo.

CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO:
Non esiste un preavviso uguale per tutti perché i contratti di agenzia sono diversi tra loro e l’individuazione del preavviso può dipendere da vari fattori. La base di partenza per determinare il preavviso minimo obbligatorio è l’art. 1750 del Codice Civile. Il preavviso, secondo la legge, non può mai essere inferiore ad un mese per ogni anno di attività iniziato, fino ad un massimo di sei mesi. Individuato il preavviso minimo, bisogna verificare se il contratto di agenzia richiama gli Accordi Economici Collettivi. In questo caso, è necessario capire se il preavviso previsto dall’AEC è superiore a quello previsto dalla legge.
Ecco cosa prevedono gli AEC in merito al preavviso:
Agenti plurimandatari:
• tre mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
• quattro mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
• cinque mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
• sei mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.

Agenti monomandatari:
• cinque mesi per i primi cinque anni di durata del rapporto;
• sei mesi per gli anni dal sesto all’ottavo anno;
• otto mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

Se l’AEC prevede un periodo di preavviso maggiore, si applicherà quest’ultimo perché il Codice Civile permette un preavviso superiore, ma mai inferiore alla legge. Una volta fatto anche questo passaggio, bisogna controllare se nel contratto di agenzia è previsto un preavviso superiore all’AEC. Se è così, si applicherà quanto indicato nel mandato di agenzia. Riassumendo: il preavviso non può mai essere inferiore a quanto previsto dalla legge, ma può essere superiore sulla base di quanto previsto dall’AEC o dagli accordi contrattuali tra le parti.

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO: Qui la questione del preavviso è apparentemente semplice perché, quando le parti sottoscrivono contratti con una scadenza precisa, esiste un preavviso esclusivamente per comunicare l’intenzione di rinnovarli o meno.
Per chiudere il contratto a tempo determinato prima della scadenza, serve un accordo scritto tra le parti. Diversamente, ossia se si chiude unilateralmente il rapporto prima della scadenza, la parte che ha ricevuto la disdetta può chiedere un danno all’altra. Vi chiederete perché, in questo caso, non si può chiedere un’indennità sostitutiva del preavviso, come per il contratto a tempo indeterminato. Il motivo è che le parti, sottoscrivendo un contratto a tempo determinato, si sono impegnate per una durata minima di rapporto e, risolvendolo anticipatamente, si provoca un danno alla parte che ha ricevuto la disdetta. Dare il giusto preavviso, o verificare se quello che vi è stato dato è corretto, è fondamentale perché sbagliare può significare perdere una notevole quantità di denaro. Prima di dare una disdetta ad un mandato, o se l’avete ricevuta da una casa mandante, passate alla Fisascat Cisl e contattate i nostri operatori agli sportelli che trovate all’indirizzo http://www.fisascatcislagenti.it/site/dove-siamo.

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